SOUP

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Food

Cibo e fotografia come vettori per un'arte relazionale

"Utilizzare il mondo permette di creare nuove narrative"
N. Bourriaud

Possono il cibo e la fotografia (intese come un unico sistema) diventare un dispositivo artistico? Può l’arte nella sua dimensione relazionale essere strumento di affordance e generare agency? In SOUP, le due pratiche assumono la forma di un dispositivo unico in cui entrambi gli elementi si attivano reciprocamente. “Si vede solo quello che si sa” scriveva Franco Vaccari nell’introduzione di Fotografia e inconscio tecnologico. La pratica è stata attivata insieme a Ab., Az., B., X., H., K., R. grazie a La Cordata, cooperativa sociale che si occupa, tre le tante cose, anche di migranti forzati minori non accompagnati.

Oltre a creare immagini, organizzo eventi che uniscono cibo e fotografia.
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